Nicola Decaro, ordinario di malattie infettive degli animali all’Università di Bari, già la scorsa primavera aveva spiegato perché i cani, a differenza degli umani, non si “ammalano” di COVID 19.

Negli scorsi giorni, si è parlato della positività di una barboncina che vive con la famiglia di Bitonto i cui componenti sono risultati positivi. Il professor De Caro ha precisato che: “ la carica virale è molto bassa . Significa che il cane non è in grado di infettare, perché anche se viene contagiato, il virus è presente in quantità modeste, per intenderci.” 

E’ fondamentale che per la tutela della salute degli animali da compagnia seguire le buone norme di igiene, già specificate nei mesi scorsi dal Ministero della Salute. A tal proposito, lo scorso aprile il Gruppo di lavoro tecnico scientifico coordinato dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari aveva elaborato un documento denominato “Linee guida per la gestione di animali da compagnia sospetti di infezione dal SARSCoV2” con lo scopo di “’impedire possibili congetture, pregiudizi e speculazioni che porterebbero ad una immotivata zoofobia, prevenendo così fenomeni di abbandono degli animali d’affezione come cani e gatti con conseguente aumento del randagismo”.

Per approfondimenti, si suggerisce di consultare il portale OIE.

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