Oggi entra in applicazione il Regolamento (UE) 2016/429 meglio noto come legge di salute animale - Animal Health Law.

Si tratta di un corposo atto normativo, parte di un pacchetto assieme al regolamento controlli ufficiali e al regolamento sulla salute delle piante, che, ancorché emanato nel 2016, è maturato nella sua impostazione attuale con la soluzione di compromesso, che ne ha sbloccato l’iter, raggiunta durante il Semestre di Presidenza italiana della UE nel 2014. Il regolamento costituisce un testo unico che riunisce tutte le norme verticali relative alla sanità animale che si erano sovrapposte nel corso degli anni determinando un quadro complicato e non completamente armonizzato. Trentanove tra direttive e regolamenti, alcune risalenti al 1964, vengono abrogate ed il testo è stato completato dal 2016 ad oggi da una serie di atti delegati o di implementazione della Commissione Europea quasi tutti adottati.

Nei 179 considerando che precedono l’articolato ritroviamo tutti gli obiettivi concretizzati poi in 283 articoli, 5 allegati , 56 definizioni per affrontare le malattie degli animali in modo più moderno e flessibile. Certamente se nell’intenzione vi era uno snellimento normativo tali numeri mostrano che tale obiettivo non è stato interamente centrato e tutti coloro che sono chiamati alla attuazione, le cui responsabilità sono di contro ben definite, devono comprenderlo ed interpretarlo in modo univoco , non ci possiamo infatti permettere in sanità animale modus operandi differenti nei diversi territori sia nazionali che comunitari.
Tra i principali obiettivi dichiarati vi è quello della promozione della salute animale prevenendo/riducendo l’incidenza delle malattie animali e quello di assicurare un alto livello di salute pubblica e sicurezza alimentare minimizzando l’incidenza di rischi biologici e chimici per l’uomo.
Per il nostro Paese non è una novità essendo tali attività storicamente saldamente ancorate nella sanità e all’interno della prevenzione e nella piena consapevolezza del principio One Health.

Tale attività inoltre viene affermata come supporto allo sviluppo e alla crescita per l’economia rurale ed il sistema allevatoriale, in tale ambito un’altra innovazione è il coinvolgimento e la partecipazione degli allevatori che analogamente agli operatori del settore alimentare sono investiti di responsabilità, potendo di contro ridurre gli oneri amministrativi. In piena coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono promosse le pratiche allevatoriali che prevengono le minacce per la salute e minimizzano l’impatto ambientale con una valorizzazione del ruolo del medico veterinario, Le malattie sono categorizzate in base al rischio, consentendo un approccio semplice e flessibile, e viene migliorata sia la preparazione ad affrontare le emergenze che a rilevare tempestivamente le malattie emergenti . La preparazione dei diversi attori diventa il motore per aumentare la professionalità, per aiutare la crescita, la coesione e la competitività, assicurando la libera circolazione degli animali e riducendo le perdite economiche legate alle malattie animali.
Gli strumenti per poter applicare le nuove norme nel nostro Paese ci sono tutti e sono stati sviluppati nel tempo con lungimiranza, in particolare sistemi informativi e anagrafi, veterinario aziendale, sistema di epidemiosorveglianza, ricetta elettronica, categorizzazione delle aziende zootecniche.

Per accompagnare con efficienza ed efficacia il nuovo regolamento, forse è arrivato il momento di ammodernare, snellire, implementare detti strumenti. Restano alcuni atti attuativi di adeguamento nel nostro ordinamento nazionale, ai quali il Ministero della salute sta lavorando in attesa che venga promulgata la legge comunitaria, attualmente al Senato, che reca i criteri di delega. Il Ministero della salute ha fornito le istruzioni per gestire il periodo transitorio.

Animal Health Law

Fonte: 
FNOVI
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