Lo scorso luglio ne avevamo dato notizia e un articolo di approfondimento è stato pubblicato su 30giorni con l'eloquente titolo "Professionisti, occhio alla PEC: senza, si rischia la sospensione".
Il primo ottobre si avvicina e riprendiamo un articolo a firma dell'avv. Bovino su IPSOA
Stretta del decreto Semplificazioni su imprese e professionisti per rendere effettivo l’obbligo di comunicazione del domicilio digitale. Le imprese costituite in forma societaria dovranno infatti comunicare il proprio domicilio digitale al registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio entro il 1° ottobre 2020, se non già comunicato in precedenza.Per imprese individuali e società che saranno prive del domicilio digitale sono previste infine pesanti sanzioni. Cosa cambia per i professionisti iscritti agli Albi e i revisori legali?

"Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali. Ma se la mancata comunicazione prevedeva finora solo una sospensione temporanea per l'invio di pratiche telematiche al Registro imprese, ora invece può comportare una multa compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali", ricorda Unioncamere. Le sanzioni sono dunque raddoppiate o triplicate rispetto alla norma precedente."

Fonte e articolo completo su Repubblica.it

Il Ministero della Salute informa che è stato pubblicato il manuale esplicativo per la valutazione delle condizioni di benessere negli allevamenti bovini e bufalini, funzionale all’utilizzo delle check-list per la programmazione Piano Nazionale Benessere Animale e Piano Nazionale Farmacosorveglianza 2020. L’obiettivo del manuale esplicativo è di fornire ai Servizi veterinari istruzioni operative utili ad accertare, in modo efficace e univoco, la conformità alle disposizioni vigenti.

La nota accompagnatorio ricordache per un utilizzo adeguato delle check list sopra citate è necessario che gli utilizzatori (Veterinari Ufficiali) siano specificatamente formati a riguardo.
A tal proposito, durante una riunione tenutasi in VDC l’8 luglio u.s. tra i referenti per il benessere animale degli II.ZZ.SS,  è emerso che solo poche Regioni hanno già avviato l’iter per la formazione.
Pertanto, con la presente si sollecitano gli Enti in indirizzo che non hanno ancora provveduto, a contattare immediatamente l’IZS competente per il proprio territorio che fornirà il supporto tecnico alla formazione che dovrà essere conclusa entro il mese di dicembre 2020

Fonte: 
Ministero della salute

Dopo l’approvazione in Commissione Bilancio alla Camera di numerosi emendamenti al testo del Decreto Rilancio avvenuta il 28 giugno u.s., il decreto Rilancio è legge.
Il Governo ha infatti incassato la fiducia dell'aula del Senato con 159 voti a favore e 121 contrari. Il provvedimento da 55 miliardi era arrivato a Palazzo Madama "blindato" dopo le modifiche introdotte alla Camera. Tra le novità introdotte in sede di conversione si registra l’estensione del riconoscimento dei 50 crediti ECM a tutte le professioni sanitarie riconosciute dalla legge Lorenzin e coinvolte nella lotta al Covid-19

In base all’art. 5 bis della legge 17 luglio 2020 n. 77“I crediti formativi del triennio 2020-2022, da acquisire, ai sensi dell'articolo 16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e dell'articolo 2, commi da 357 a 360, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, attraverso l’attività di formazione continua in medicina, si intendono già maturati in ragione di un terzo per tutti i professionisti sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, che hanno continuato a svolgere la propria attività professionale nel periodo dell'emergenza derivante dal COVID-19”.
Il testo approvato viene quindi a colmare la disparità di trattamento conseguente alla mancata estensione del bonus a tutti gli appartenenti alle professioni sanitarie escluse dalla legge 6 giugno 2020 n. 41.

Il medico veterinario incaricato con le funzioni di valutatore del benessere e della biosicurezza potrà operare in Classyfarm per ulteriori 12 mesi fino al 31 dicembre 2021 ma dovrà aver svolto il corso dedicato in materia di veterinario aziendale di cui al D.M. 7 dicembre 2017 oltre ad aver seguito un percorso di formazione dedicato in cui sono previsti argomenti pertinenti alla specie animale oggetto di valutazione.
Sono queste le precisazioni diramate oggi dal MInistero della salute alla nota di dicembre 2019 - entrambe in allegato.
 

L'elenco pubblico dei veterinari aziendali è visibile nella sezione dedicata del portale dove sono disponibili tutte le informazioni per la richiesta di pubblicazione del nominativo. 

Allegati: 
PDF iconhttps://www.fnovi.it/modules/file/icons/application-pdf.png" style="box-sizing: border-box; max-width: 100%; height: auto; border: 0px; vertical-align: middle;"> Nota Ministero salute 0016001-16/07/2020-DGSAF-MDS-P
PDF iconhttps://www.fnovi.it/modules/file/icons/application-pdf.png" style="box-sizing: border-box; max-width: 100%; height: auto; border: 0px; vertical-align: middle;"> Nota Ministero salute - 12/12/2019

Dal settore produttivo nazionale arriva la segnalazione della difficoltà di reperire suinetti a coda integra da fornitori italiani e da Paesi membri dell’Unione europea e subito la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della Salute ha emanato una nota (0014898-03/07/2020-DGSAF-MDS-P) con la quale ha invitato i Servizi Veterinari regionali a disporre verifiche e, se del caso, provvedimenti sanzionatori.

Poiché vengono riferiti casi di inottemperanza all’obbligo di introdurre gruppi di suini a coda integra, la nota ricorda che “come previsto dal Piano nazionale dedicato e ss.mm.ii., tutte le aziende che allevano suini da svezzamento e da ingrasso di provenienza sia nazionale che estera, a partire dal 1° gennaio 2020 devono avere provveduto all’introduzione di gruppi di suini a coda integra mentre la scadenza, per quelle con gestione tutto pieno-tutto vuoto è posticipata al primo accasamento utile. Pertanto, qualora il veterinario ufficiale riscontri l’assenza di gruppi di suini a coda integra, si dovrà procedere alla prescrizione e successiva sanzione in caso di mancata ottemperanza al successivo accasamento”.

La nota ricorda che il titolare dell’allevamento di svezzamento e/o ingrasso – nei casi di inottemperanza all’obbligo di introdurre gruppi di suini a coda integra per motivi di indisponibilità da parte del fornitore - dovrà “fornire l’evidenza di avere richiesto per iscritto la fornitura di tali gruppi all’allevamento da riproduzione di origine e dovrà inoltre fornire relativa risposta scritta dall’allevamento da riproduzione, opportunamente motivata e prova che si è rivolto a più fornitori. Tutte le risposte scritte degli allevamenti da riproduzione, relative alla mancata fornitura di partite di suinetti a coda integra, dovranno essere controllate dai Servizi veterinari competenti per verificarne la congruità delle motivazioni e per mettere in atto, se del caso, gli opportuni provvedimenti prescrittivi e sanzionatori. A tal fine, si invitano le Regioni e le P.A. a coordinare i servizi veterinari territoriali affinché vengano attivati gli opportuni flussi informativi, in ambito regionale ed extra regionale”.

La nota ministeriale aggiunge che il Ministro della Salute e il Ministro delle Politiche Agricole "hanno ricevuto recentemente dal Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides, un richiamo a migliorare ulteriormente le misure italiane intraprese per la protezione dei suini e a garantire ogni ulteriore sforzo per il pieno adempimento del Piano nazionale triennale emanato nel 2018".

La nota si conclude con l’invito rivolto ai Servizi veterinari affinché attuino i dovuti controlli ed assicurino la corretta vigilanza finalizzata a documentare gli adempimenti e i controlli negli allevamenti.

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